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INSUBRIA

L'Insubria è una delle più antiche aree abitate dall'uomo da più tempo nella storia. I più antichi ritrovamenti archeologici possono essere datati fin dal tardo Neolitico ed Eneolitico (III millennio a.C.)[1].
Secondo recenti studi, che hanno determinato con maggiore approfondimento le conoscenze sull'Età del Bronzo (fino al X sec. a.C.), è stata avanzata l'ipotesi che la stessa Cultura di Canegrate (MI), attestata nel XIII sec. a.C. in Insubria (caratterizzata dal rito funebre della cremazione con l'uso di deporre le urne capovolte), affondi le sue origini localmente e non sia dovuta perciò all'immigrazione di altre popolazioni. L'indagine archeologica ha dimostrato che si tratta degli antenati diretti di quel popolo che nell'Età del Ferro diede vita alla Cultura di Golasecca (VA) (IX-IV sec. a.C., detta Tessin, secondo la terminologia svizzera, cft. Prof.ssa Margarita Primas):
" Dall'inizio della media Età del Bronzo (XII sec. a.C.), si manifesta una continuità culturale con i territori a Nord-Ovest delle Alpi che porta a dubitare sul fatto che la Cultura di Canegrate sia l'espressione di una migrazione di popoli dall'Europa centrale, ma più probabile che [questa area] abbia partecipato al 'farsi' della celticità insieme ai territori a Nord-Ovest delle Alpi fin dal XVI-XV sec. a.C. "[2] .

Carta geografica dell'Insubria e stemma araldico Le attestazioni epigrafiche dell'Età del Ferro testimoniano inoltre che tali genti parlavano una lingua indoeuropea appartenente alla famiglia delle lingue celtiche. Pertanto la popolazione vissuta durante il Bronzo recente deve essere considerata di etnia protoceltica. L'ipotesi è confermata dalle forti somiglianze della Cultura di Canegrate con la Cultura dei Campi di Urne dell'Europa Centrale i cui portatori sono gli antenati dei Celti europei[3] , lasciando agli specialisti l'evoluzione di queste teorie, ma che dimostrano la fecondità umana di queste terre.

Anche dalle fonti storiche romane (cft. p.e. Plinio il Vecchio[4] ), si ha conferma che le terre ossolane e sopracenerine ticinesi corrispondono al centro di insediamento di una popolazione celtica, i Leponzi, che rappresentano l'evoluzione (o l'adattamento) alpino della Cultura di Golasecca [5], di cui ci rimangono testimonianze nell'area nelle necropoli di Gravelona (Gravellona Toce) e Moncretes (Montecretese) (VB).

Le prime notizie storiche sui Leponzi sono di Catone (II sec. a.C.[6] ) ma ciò non può escludere che essi, e in particolare modo gli Osceli da cui prese il nome la Val d'Ossola (forse dal celtico hoch-hell, luogo elevato [7] ), non vi fossero insediati già da più tempo, forse fin dall'Età del Bronzo, sicuramente dal VI sec. a.C. [8] .

Leponti e Insubri, abitanti gli ultimi tra Milan (da loro fondata, secondo la leggenda, con il nome di Mešiolanom [9] , 'luogo al centro della pianura', e perciò 'la terra sacro nel mezzo', su un precedente insediamento, dal capo celta Belloveso nel luogo in cui era apparsa un cinghiale o una scrofa semi-lanuta, animale sacro e beneaugurante [10] ) e la regione dei Laghi (Varés, Còm, Ìntra/Palànsa e Tissìn), formarono una confederazione tribale celtica, culturalmente ed etnicamente molto affine, e rappresentarono la cultura celtica più importante dell'area prealpina, tanto da dare il nome a questa zona che per secoli verrà ricordata proprio con il nome dei secondi, gli Insubres.

Il nome Insubres rappresenta nell'età storica, " in momenti diversi e nonostante la romanizzazione prima, e l'incorporazione in regimi politici diversi poi (…), e dopo l'introduzione dei nomi 'Lombardia' e 'Lombardi', i caratteri originali di un popolo o di diverse successive comunità e popolazioni, e Insubria (…), questo sì, assolutamente sconosciuto agli antichi greci e latini, il territorio, comunque fosse la sua estensione, soggetto al Ducato di Milano [11] ".

Il nome di queste terre venne poi nei secoli incluso in quello delle nuove entità politiche che si susseguirono. Sotto l'occupazione romana, l'Insubria fu ricompresa prima nella Gallia Cisalpina, poi nelle successive distrettualizzazioni che interessarono il territorio dell'Impero[12].

Con l'arrivo nel 568 d.C. dei Longobardi [13] , l'assetto socio-politico e giuridico romano (sostanzialmente rispettato da Goti e Bizantini) venne rivoluzionato a tal punto che il nome stesso di Italia, nome prevalente, desunto per via colta, venne sostituito dal quello del nuovo popolo germanico: Langbard, lat. Regnum Langobardorum (569-774), dal quale deriva, per contrazione, il nome Lombardia [14] .

Lombardia rimase a lungo, nell'età di mezzo, a designare l'intera Valle Padana nel suo complesso, con un significato spesso analogo a quello di Italia [15] : " Tam in Lombardia quam per universam Tuscia [16] " , specifica l'atto di investitura a legato del Regno di Volcherio, Patriarca di Acuilèe-Aquileia, a firma di Ottone IV, Imperatore Romano Germanico.

Le successive frammentazioni politiche del Regnum [17] , ridussero il concetto stesso di Lombardia al suo territorio più centrale (lo Stato di Milan-Milano), quasi coincidente con i confini amministrativi dell'attuale Regione Lombardia, ultima entità a portare questo antico e glorioso nome.

Lo stato insubre, sotto il governo ducale dei Visconti e degli Sforza-Visconti, ebbe un'estensione territoriale varia, includendo di volta in volta quelle terre che venivano conquistate o perse nella continua lotta tra le signorie padane per il predominio territoriale.

Così troviamo tra le città che nel tempo vennero sottoposte all'autorità ducale insubre, oltre a tutta la Lombardia, Novara e l'Ossola con il Verbano, la Valsesia, Biella, Alessandria, Tortona, Asti, Vercelli, il Ticino svizzero (Lugano, Bellinzona e Locarno), Piacenza, Fidenza, Parma, Genova, Savona, Finale Ligure, la Corsica, Pontremoli, Verona, Treviso, Vicenza, Belluno, Padova, Feltre, Marostica, Bologna [18] .

Queste rappresentano la massima estensione che il governo ducale ebbe nel corso della storia. Ma l'Insubria "etnica", è limitata a quelle aree laddove si insediarono comunità celte insubriche e lepontiche: esse sono Milano, capitale dell'Insubria, Lodi, Monza, Varese, Como, Lecco, Pavia, nella parte a levante; Novara, Ossola, Verbano e Valsesia nella parte a ponente; Valtellina con Chiavenna e Bormio, Ticino e Valli insubre dei Grigioni (Val Bregaglia-Val Bergiaglia, Val Leventina, Val Calanca).


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